Chiara e Giulia sono venute a trovarmi la settimana scorsa. Chiara è mia sorella, Giulia la sua migliore amica. Io adoro Chiara. E adesso pure Giulia.
La settimana che abbiamo passato insieme è stata perfetta.
Abbiamo girato insieme la città macinando chilometri, riscoprendo angoli dove non tornavo da anni, abbiamo cantato le canzoni dei film Disney a squarciagola sotto gli spruzzi della Fuente Magica, ci siamo perse tra i boschetti di Montjuic, ci siamo innamorate di un bambinetto biondo sul Tram Blau verso il Tibidabo, ci siamo ingozzate di cupcake, frappuccini light, salsicce tedesche, crepes francesi e tapas galleghe, quando tutto quello che desideravamo era solo una fetta di cheesecake come si deve.
L'ultima sera della loro permanenza, gliel'ho preparata la cheesecake. E la ricorderò sempre come la cheesecake perfetta. Non per come effettivamente sia venuta, era una normalissima cheesecake. Era perfetta, perché perfetto era il momento, la stagione, l'allegria. Perché nulla è più vicino alla perfezione di una serata con le persone che ami, anche se a lavoro è stato un giorno difficile, le cose non vanno come dovrebbero andare e a volte ti chiedi se non avresti potuto rischiare un pochino di più. La cheesecake perfetta sono Chiara e Giulia, S. che fa sentire le chiavi nella toppa quando meno te lo aspetti, due nuovi amici che parlano la tua lingua, le luci soffuse, il gelsomino che sparge il suo aroma nel vento e un bicchiere di vino un po' frizzante. La cheesecake perfetta sono la casa un pochino disordinata, il parquet con tante impronte, le file per il bagno la mattina e la colazione tutti insieme intorno a un tavolo apparecchiato di rosso con il caffé nel thermos, perché una sola caffetteria con me e Giulia non può bastare.
La cheesecake perfetta ha uno strato sottile di gelatina morbida di lamponi frullati come copertura, che temi sempre non si rapprenda abbastanza, una base di burro e biscotti Digestive sbriciolati e appiattiti da S. con la cura dell'architetto perfezionista che è, e un ripieno di formaggio morbido e denso che scivola via soffice da una ciotola trasparente che tutte avremmo volentieri ripulito con le dita, se non fosse che è ancora estate e l'uovo crudo è il pericolo numero 2 nella scala alimentare. La cheesecake perfetta è fatta di tante cose. E' fatta di risate in cucina, di chiacchiere notturne, di lavelli troppo pieni di piatti e utensili da lavare, di regalini inaspettati e di partenze dense di promesse ma che ti staccano sempre un pezzetto di cuore, anche se fai finta di niente.
Mi mancano tanto, Chiara e Giulia. La cheesecake perfetta avrà sempre il loro nome, per una promessa e per buon augurio. Perché ogni volta che preparerò una cheesecake potrò solo sperare che riesca perfetta come questa. Di più è impossibile.
Ingredienti (per 6 persone)
Per la base: 125 g di biscotti Digestive, 75 g di burro, 1 cucchiaio di zucchero di canna.
Per il ripieno: 350 g di formaggio Philadelphia, 70 ml di panna da cucina leggera, 1 uovo intero e un tuorlo, 50 g di zucchero bianco, 10 g di maizena, 1 cucchiaino di vanillina, un po' di succo di limone, un pizzico di sale.
Per la copertura: 125 g di lamponi, un cucchiaio di zucchero di canna, 2 fogli di gelatina alimentare.
Procedimento
Frullare i biscotti e mescolarli bene al burro sciolto e allo zucchero. Rivestire una tortiera con cerniera di carta forno: un disco ben ritagliato per il fondo e una striscia rettangolare per il bordo (aiutarsi con dell'acqua o del burro per far sì che aderisca bene). Versare il composto di biscotti schiacciandolo bene con un cucchiaio fino a ottenere una base omogenea e livellata. Mettere in freezer per mezz'oretta.
Intanto preparare la crema della cheesecake: sbattere le uova con lo zucchero e la vanillina, aggiungere un pizzico di sale e poi, quando il composto è omogeneo, aggiungere il formaggio Philadelphia e mescolare bene. Quando la crema è liscia e senza grumi aggiungere la panna, non montata, il succo di limone e la maizena. Mescolare bene.
Estrarre la tortiera dal freezer e versarci sopra la crema di formaggio, livellando bene con una spatola. Mettere la torta in forno preriscaldato a 180° C per mezz'ora, poi un'altra mezz'ora a 160°. Se la superficie si scurisce troppo coprire con un foglio di stagnola. Spegnere il forno e lasciare la torta dentro a raffreddare per un'altra mezz'ora.
Nel frattempo preparare la copertura. Frullare i lamponi ben lavati con lo zucchero, versarli in una padellina antiaderente e far caramellare per una decina di minuti la salsa sul fuoco con qualche cucchiaio d'acqua. Quando inizia ad addensarsi spegnere il fuoco e lasciar raffreddare un po'. Quando non è più bollente aggiungere la gelatina alimentare ammollata e strizzata e mescolare bene. Versare il composto sulla torta e lasciar raffreddare un paio d'ore. Poi metterla in frigo per tutta la notte.
sabato 10 settembre 2011
domenica 7 agosto 2011
Paella nera con salsa allioli

Queste due foto sono tutto ciò che rimane del mio primo esperimento con la paella. Tutto ciò che rimane in tutti i sensi. Non solo il piatto è stato spazzolato in tempi record, anche delle foto non resta nulla. Un disastros
o quanto improbabile incidente con il mio hard disk esterno ha causato la perdita di tutte le foto scattate non solo durante quel pasto, ma durante tutta la mia vita. :( Questo è tutto quello che sono riuscita a recuperare delle foto di quella paella. Urge rifarla presto, quindi! Del resto, il fumetto di pesce preparato in quantità industriale è avanzato e ora riposa in freezer in attesa del bis.
L'occasione per cimentarmi con questa ricetta che corteggiavo da un po' è stata data da uno dei soliti "ritorni" di S. Perché questo piatto è un dei nostri preferiti: ci ricorda la casa di qui e la casa di Sicilia, il mare, il sole, la spiaggia, vino bianco freddissimo e frizzantino, menti spruzzati di salsa nera, risate e abiti immancabilmente macchiati. In Sicilia, in realtà è più comune la pasta al nero, e non il riso, ma questa è un'altra ricetta, non divaghiamo.

La paella nera qui a Barcellona conosciuta semplicemente come Arroz negro (riso nero) è un piatto tipico della Catalogna e di Valencia. Attenzione, non si cucina con il riso nero! Si cucina con del normalissimo riso bianco per paella, dal grano rotondo. Il colore glielo dà tutto il nero di seppia. Qui in Catalunya viene servito con la famosa salsa allioli che effettivamente è "la morte sua". La salsa allioli è facilissima da fare in casa, niente paura. La paella un po' meno, o meglio, il procedimento un po' lungo è quello della preparazione del fumetto di pesce, sebbene si tratti di un piatto estivo, richiede una presenza costante tra l'afa dei fornelli. Ma armatevi di aria condizionata al massimo e via con la ricetta!
La paella nera
Ingredienti (per 4 persone)
400 g di riso di grano rotondo, 250 g di salsa di pomodoro, 250 g di gamberoni (io ho usato dei gamberi rossi piccoli), 500 g di seppie fresche con la sacca di tinta, 2 spicchi d'aglio, prezzemolo tritato, paprica, olio evo e sale.
Per il fumetto di pesce:
5 patate di grandezza media, 2 cipolle grandi, 2 foglie di alloro, olio, sale, 1 cucchiaio di paprica, teste e resti di gamberi, un litro e mezzo d'acqua.
Procedimento
Per prima cosa, prepariamo il fumetto di pesce. Sbucciare le cipolle e tritarle grossolanamente. Pelare le patate e tagliarle a pezzi. In una piastra scottare i gamberoni in modo che acquistino più sapore. In una pentola mettere un filo d'olio e poi versare le cipolle tritate per soffriggerle. Dopodiché aggiungiamo le patate a pezzi e lasciamole dorare. Aggiungere una cucchiaiata di paprica, l'alloro, un litro e mezzo di acqua bollente e lasciar cuocere per 20 - 60 minuti. Intanto, spellare i gamberi (lasciamone 4 non spellati per decorare) e tenerli da parte. Mettere le teste e le carcasse nella pentola col fumetto, mescoliamo e schiacciamo un po' col cucchiaio di legno. Versare un vaso d'acqua in cui si è sciolta la sacca d'inchiostro della tinta. Se non diventa abbastanza nero aggiungere 1 o 2 bustine di tinta congelata (qui si trova molto facilmente al supermercato). Salare a piacere (meglio più saporito del solito....). Filtrare il fumetto e tenerlo da parte.
Adesso iniziamo a cuocere la paella! In una grande padella antiaderente versare dell'olio e far scaldare bene, poi aggiungere le seppie tagliate a pezzetti e far dorare bene. Aggiungere l'aglio e il prezzemolo tritati e poi la salsa di pomodoro e una cucchiaiata di paprica. Infine, versare il fumetto di pesce filtrato e subito dopo il riso e ancora un po' di sale. Mescolare bene per un attimo in modo da spargere il riso per tutta la padella, poi basta più: la differenza principale tra il risotto e la paella è che la seconda non si mescola! Lasciar cuocere a fiamma alta per 10 minuti. A questo punto abbassare la fiamma e aggiungere i gamberi mezzi cotti e i 4 non spellati a raggiera per decorare, mettere il coperchio e lasciar cuocere per altri 8-10 minuti finché la paella sarà asciutta. Ricordate: non fatevi tentare, non mescolate per nessun motivo! Se volete che in superficie si formi quella tipica crosticina croccante della paella a regola d'arte mettere in forno sotto il grill per gli ultimi 5 minuti di cottura.
La salsa allioli
La salsa allioli è semplicissima da fare in casa. Questa versione è più simile alla maionese e ha un sapore meno forte dell'allioli tradizionale a base esclusivamente di aglio e olio. Servono solo mezzo spicchio d'aglio, un po' di sale, un uovo e un bicchiere di olio extra vergine di oliva (non ho mai detto che questo piatto è dietetico! :P). Mettere tutti gli ingredienti in un bicchierone e frullare col minipimer fino a ottenere una salsa densa. Buon appetito! :)
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martedì 29 marzo 2011
Crema catalana all'arancia finalista al contest di Cinzia!
Ebbene, sembra che la crema catalana all'arancia sia tra le 60 ricette finaliste del contest Gli agrumi sul blog ilricettariodicinzia! :) Felicissima del risultato, visto che è il primo contest a cui partecipo! Se avete voglia di votare la mia ricetta, cliccate qui e cercate Crema catalana all'arancia di Rossetto e cioccolato, selezionatelo e cliccate su Vote. Il contest si conclude il 10 aprile. Grazie di cuore per i vostri voti! A presto.
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sabato 12 marzo 2011
Crepes ai funghi e bechamel
Diventa chi sei, scriveva il filosofo Ralph Waldo Emerson. Una frase da appuntare a caratteri cubitali sun un foglio di carta e da portare sempre con sé. Un po' come ha fatto la protagonista del film francese Carissima me. A 7 anni inizia a scriversi delle lettere con la promessa di spedirle alla se stessa quarantenne per ricordarle chi era, cosa sognava e cosa avrebbe dovuto rimanere sempre importante nella sua vita. Un'idea originale, trattata con la dolcezza colorata da cartolina dei film francesi, come nel memorabile Amelie.
Perché succede che ti svegli a 40 anni o a 30 e improvvisamente ti accorgi che quella bambina l'hai persa da qualche parte, chissà dove e chissà quando, che l'hai tradita e che forse a lei non piacerebbe sapere cosa sei diventata. E un'occasione bisogna darla a quei bambini dentro di noi, prima o poi. Bisogna dedicarsi del tempo, delle attenzioni speciali, per ricordarsi chi eravamo, e confessarselo ogni tanto, che sì, ci vogliamo ancora bene, così come siamo diventati.
Quel tempo puoi trasformarlo in un rito, in un appuntamento speciale con la persona con cui dovrai dormire tutta la vita, te stessa, puoi dedicartelo senza rancori, specialmente se tutta la tua vita solitamente vola via tra un lavoro che forse non ti immaginavi esattamente così, una famiglia ingombrante che si appropria con affettuosa prepotenza di tutti i tuoi pensieri e una serie di amici e cose da fare che ti mantengono piacevolmente esausta e distratta da te stessa. Scegli una domenica, un pomeriggio, una serata, un'alba, il momento che più ti si adatta e dedicalo a cercarti. Senza fretta. In compagnia di un libro, della musica, di un paesaggio, di un film, di un piatto che ti ricorda quando eri bambina.
Il piatto che mi ricorda l'infanzia, curiosamente, è proprio un piatto francese: le crepés. In particolare, le crepes ai funghi e bechamel. Le adoravo. Mia madre me le cucinava sempre, il giorno del mio compleanno, e per me facevano più festa di una torta con le candeline. Ora che sono troppo adulta e troppo impegnata, lontana da casa, il giorno del mio compleanno non ci sono le crepes. Non ho il tempo di cucinarle e per chi è sempre a dieta non sono proprio l'alimento più indicato. Ma non importa, una volta l'anno, quando ho un po' di tempo me le concedo, cucinandole con la ricetta accurata della mia mamma, a base di una leggera bechamel senza burro, fatta solo con farina, latte parzialmente scremato, parmigiano e una generosa grattuggiata di quella noce moscata il cui profumo ha il potere di ricordarmi tutti i giorni di festa della mia infanzia. Questa ricetta è un regalo per chi si è perso e per chi vuole ricominciare a ritrovarsi.
Crepes ai funghi e bechamel leggera
Ingredienti
Per le crepes: 50 g di farina, 30 g di burro, 4 uova intere, 1 dl di latte, 1 pizzico di sale.
Per la bechamel: 1/2 litro di latte, 2 cucchiai colmi di farina, 3-4 cucchiai di parmigiano, 1 pizzico di sale, noce moscata.
Per il ripieno: 500 g di funghi porcini freschi oppure una bustina di porcini secchi e 400 g di champignon freschi, 1 bicchiere di vino bianco, prezzemolo tritato, 1 spicchio d'aglio, olio evo e sale q.b.
Procedimento
Per prima cosa preparare le crepes. Sciogliere in una terrina la farina con il latte, unire le uova intere sbattute a parte, il burro fuso tiepido e il sale. Prendere una padellina antiaderente, ungerla con una noce di burro e versare due cucchiaiate di composto. Ruotare la padellina rapidamente in modo da stendere il composto sul fondo in uno strato uniforme e cuocere a fuoco lento. Far dorare da entrambi i lati. Procedere così fino a esaurire il composto, accumulando le crepes impilate in un piatto.
Intanto preparare il ripieno di funghi. In un tegame mettere un po' d'olio, l'aglio, i funghi e far saltare sul fuoco moderato. Dopo 5 minuti aggiungere sale, pepe e sfumare con il vino bianco. Quando il vino è evaporato aggiungere il prezzemolo tritato e far dorare per 2 minuti.
Adesso preparare la bechamel. Mettere il latte a bollire sul fuoco. In una scodella mescolare a freddo la farina con qualche cucchiaiata di latte e un pizzico di sale, avendo cura che non faccia grumi. Aggiungere alla pastella così ottenuta il latte bollente, continuare a mescolare e rimettere sul fuoco. Quando ha ripreso a bollire aggiungere una grattuggiata di noce moscata e attendere un minuto. Spegnere e aggiungere il parmigiano grattuggiato.
Infine possiamo comporre le crepes in una teglia. Quando ho fretta le tratto come un pasticcio di lasagne, sovrapponendole a strati alternati con la bechamel e il ripieno di funghi (la mia mamma le fa così). Se ho più tempo dispongo su ognuna una cucchiaiata di ripieno e una di bechamel e le arrotolo a involtino, disponendole in fila in una pirofila. Poi le copro con la bechamel restante e un'altra grattuggiata di parmigiano. A questo punto mettere in forno caldo per 15 minuti finché saranno dorate in superficie. Da servire con vino bianco un po' frizzantino. Bon appetit! :)
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