martedì 24 giugno 2014

Quinoa con verdure saltate


Quinoa con verdure saltate
Questo semplice piatto vegetariano a base di quinoa è perfetto per una cena estiva leggera o per un picnic sulla spiaggia: è un piatto completo che contiene tutto quello di cui hai bisogno, carboidrati, proteine, vitamine e sali minerali.

L'ho scoperto quasi per caso qualche anno fa, quando partecipai a un laboratorio di cucina macrobiotica  ed energetica, qui a Barcellona e da allora è diventato un classico della mia cucina, considerato che sono sempre a dieta e S. è intollerante al glutine.

Ricordo con piacere l'insegnante, Rebeca, una donna giovane, delicata e positiva, che era riuscita a curarsi da una serie di malanni grazie all'alimentazione naturale e alcuni suoi preziosi consigli, di quelli che che ti restano dentro: "cucinate con amore per i vostri cari: siamo quello che mangiamo e anche le emozioni contano", "tagliate a listarelle la cipolla assecondando con il coltello le linee che madre Natura ha disegnato", "versate l'olio senza paura, non pensate troppo alle calorie: l'olio è nostro amico, il nostro corpo lo richiede". Ho imparato varie ricette in quel laboratorio, tutte salutari e gustose come questa, e ancora oggi le preparo.

Le proprietà della ricetta
La quinoa (si legge "chinoa") non contiene glutine (non è un cereale anche se lo sembra!), è ricca di proteine (13%), fibre e carboidrati complessi (60%), e contiene metionina, un aminoacido che aiuta il metabolismo dell'insulina. Inoltre, include minerali come il magnesio e vitamina C ed E. Insomma, si tratta di un cibo saziante, antiossidante e leggero, perfetto per chi vuole dimagrire e per i celiachi.

domenica 10 novembre 2013

Risotto ai funghi porcini e pistacchio

Risotto ai funghi porcini e pistacchio

Questo fine settimana, facendo la spesa dal mio fruttivendolo di fiducia, mi sono imbattuta in una cesta di grossi e profumati funghi porcini, con la polpa bianchissima. Qui in Catalogna li chiamano "ceps" e non è facile trovarli freschi. Li compro quasi sempre secchi e imbustati al supermercato o a peso (d'oro) alla Boqueria. Non potevo quindi rimanere indifferente davanti a questo piccolo miracolo, e senza pensarci due volte, me ne sono portata a casa uno, tutta contenta.

Che fare con il primo (e probabilmente unico) fungo porcino della stagione? Ma ovviamente un bel risotto ai funghi porcini e pistacchi

domenica 17 febbraio 2013

Cavolfiore "affogato"


Qui in Catalogna il cavolfiore verde e quello viola sono i fratelli poveri del cavolfiore bianco. Nessuno li ama e al mercato li svendono. Una vera fortuna considerato che io li preferisco di gran lunga al terzo.
Mi ricordano i sapori e i colori forti della mia Sicilia che a volte mi manca così tanto che non posso fare a meno di chiedermi che cosa sto aspettando in questo limbo di finte sicurezze. La risposta non c'è, come non so se sia giusto persistere, né se sarebbe più giusto rimettere tutto in discussione. La sicurezza benché fasulla ha l'indubbio vantaggio di farti sentire protetta, come un bambino al calduccio sotto le coperte tra le braccia di sua madre, ignaro del mondo là fuori dove gli amici perdono il lavoro e dal cielo piovono meteore provenienti da chissà quale angolo remoto dell'universo sconosciuto.

Così quando ieri mi sono imbattuta in un bel cavolfiore verde squillante l'ho adottato all'istante, perché foriero di profumi familiari, e stasera sarà il protagonista di una variante della ricetta tradizionale del Bastaddu affucatu (cavolfiore affogato), senza acciughe, con uno speciale tipo di olive che chiamiamo passuluni e qui in Spagna chiamano muertas, e con il provolone al posto del pecorino.

domenica 17 giugno 2012

Sformato di riso con spinaci e ricotta


Quella che segue è una ricetta ideale per chi ha fretta e poca voglia di cucinare durante la settimana. Si prepara una grande teglia di riso al forno la domenica, e poi quello che avanza si chiude in tutti i contenitori ermetici che vi pare, pronto da riscaldare in microonde o anche da mangiare freddo, se vi piace. In più, si tratta di un piatto unico completo, che sazia senza appesantire e anche piuttosto leggero, senza soffritti, senza vino e adatto ai vegetariani.
E visto che gli spinaci contengono tante vitamine e ferro, è un piatto ideale per chi magari è un po' stanco e stressato. Ah, ricordate che se volete assorbire il ferro vegetale degli spinaci, è meglio accompagnarlo a un'insalata di pomodori o arance o concludere il pasto con della frutta che contenga vitamina C!

La ricetta

Il riso al forno agli spinaci e ricotta non è altro che un risotto agli spinaci semplificato, versato in una teglia in due strati e arricchito con qualche cucchiaiata di ricotta e un paio di uova. Una bella grattuggiata di parmigiano sopra e via, in forno a gratinare! La preparazione mi ha preso un'oretta. E mentre lui cuoceva io rimettevo in ordine casa, sconvolta da una cena tra amici e anche prepararmi per andare a mare subito dopo pranzo! Qui l'estate è arrivata alla grande, con cieli azzurrissimi e temperature gradevolissime! :)

Ingredienti (per 4 persone)

sabato 10 settembre 2011

Chiara & Giulia Cheesecake

Chiara e Giulia sono venute a trovarmi la settimana scorsa. Chiara è mia sorella, Giulia la sua migliore amica. Io adoro Chiara. E adesso pure Giulia.
La settimana che abbiamo passato insieme è stata perfetta. Abbiamo girato insieme la città macinando chilometri, riscoprendo angoli dove non tornavo da anni, abbiamo cantato le canzoni dei film Disney a squarciagola sotto gli spruzzi della Fuente Magica, ci siamo perse tra i boschetti di Montjuic, ci siamo innamorate di un bambinetto biondo sul Tram Blau verso il Tibidabo, ci siamo ingozzate di cupcake, frappuccini light, salsicce tedesche, crepes francesi e tapas galleghe, quando tutto quello che desideravamo era solo una fetta di cheesecake come si deve.

L'ultima sera della loro permanenza, gliel'ho preparata la cheesecake. E la ricorderò sempre come la cheesecake perfetta.

domenica 7 agosto 2011

Paella nera con salsa allioli




Queste due foto sono tutto ciò che rimane del mio primo esperimento con la paella. Tutto ciò che rimane in tutti i sensi. Non solo il piatto è stato spazzolato in tempi record, anche delle foto non resta nulla. Un disastros

o quanto improbabile incidente con il mio hard disk esterno ha causato la perdita di tutte le foto scattate non solo durante quel pasto, ma durante tutta la mia vita. :( Questo è tutto quello che sono riuscita a recuperare delle foto di quella paella. Urge rifarla presto, quindi! Del resto, il fumetto di pesce preparato in quantità industriale è avanzato e ora riposa in freezer in attesa del bis.
L'occasione per cimentarmi con questa ricetta che corteggiavo da un po' è stata data da uno dei soliti "ritorni" di S. Perché questo piatto è un dei nostri preferiti: ci ricorda la casa di qui e la casa di Sicilia, il mare, il sole, la spiaggia, vino bianco freddissimo e frizzantino, menti spruzzati di salsa nera, risate e abiti immancabilmente macchiati. In Sicilia, in realtà è più comune la pasta al nero, e non il riso, ma questa è un'altra ricetta, non divaghiamo.

martedì 29 marzo 2011

Crema catalana all'arancia finalista al contest di Cinzia!

Ebbene, sembra che la crema catalana all'arancia sia tra le 60 ricette finaliste del contest Gli agrumi sul blog ilricettariodicinzia! :) Felicissima del risultato, visto che è il primo contest a cui partecipo! Se avete voglia di votare la mia ricetta, cliccate qui e cercate Crema catalana all'arancia di Rossetto e cioccolato, selezionatelo e cliccate su Vote. Il contest si conclude il 10 aprile. Grazie di cuore per i vostri voti! A presto.

sabato 12 marzo 2011

Crepes ai funghi e bechamel


Diventa chi sei, scriveva il filosofo Ralph Waldo Emerson. Una frase da appuntare a caratteri cubitali sun un foglio di carta e da portare sempre con sé. Un po' come ha fatto la protagonista del film francese Carissima me. A 7 anni inizia a scriversi delle lettere con la promessa di spedirle alla se stessa quarantenne per ricordarle chi era, cosa sognava e cosa avrebbe dovuto rimanere sempre importante nella sua vita. Un'idea originale, trattata con la dolcezza colorata da cartolina dei film francesi, come nel memorabile Amelie.

Perché succede che ti svegli a 40 anni o a 30 e improvvisamente ti accorgi che quella bambina l'hai persa da qualche parte, chissà dove e chissà quando, che l'hai tradita e che forse a lei non piacerebbe sapere cosa sei diventata. E un'occasione bisogna darla a quei bambini dentro di noi, prima o poi. Bisogna dedicarsi del tempo, delle attenzioni speciali, per ricordarsi chi eravamo, e confessarselo ogni tanto, che sì, ci vogliamo ancora bene, così come siamo diventati.

Quel tempo puoi trasformarlo in un rito, in un appuntamento speciale con la persona con cui dovrai dormire tutta la vita, te stessa, puoi dedicartelo senza rancori, specialmente se tutta la tua vita solitamente vola via tra un lavoro che forse non ti immaginavi esattamente così, una famiglia ingombrante che si appropria con affettuosa prepotenza di tutti i tuoi pensieri e una serie di amici e cose da fare che ti mantengono piacevolmente esausta e distratta da te stessa. Scegli una domenica, un pomeriggio, una serata, un'alba, il momento che più ti si adatta e dedicalo a cercarti. Senza fretta. In compagnia di un libro, della musica, di un paesaggio, di un film, di un piatto che ti ricorda quando eri bambina.

Il piatto che mi ricorda l'infanzia, curiosamente, è proprio un piatto francese: le crepés. In particolare, le crepes ai funghi e bechamel. Le adoravo. Mia madre me le cucinava sempre, il giorno del mio compleanno, e per me facevano più festa di una torta con le candeline. Ora che sono troppo adulta e troppo impegnata, lontana da casa, il giorno del mio compleanno non ci sono le crepes. Non ho il tempo di cucinarle e per chi è sempre a dieta non sono proprio l'alimento più indicato. Ma non importa, una volta l'anno, quando ho un po' di tempo me le concedo, cucinandole con la ricetta accurata della mia mamma, a base di una leggera bechamel senza burro, fatta solo con farina, latte parzialmente scremato, parmigiano e una generosa grattuggiata di quella noce moscata il cui profumo ha il potere di ricordarmi tutti i giorni di festa della mia infanzia. Questa ricetta è un regalo per chi si è perso e per chi vuole ricominciare a ritrovarsi.

Crepes ai funghi e bechamel leggera

Ingredienti

Per le crepes: 50 g di farina, 30 g di burro, 4 uova intere, 1 dl di latte, 1 pizzico di sale.

Per la bechamel: 1/2 litro di latte, 2 cucchiai colmi di farina, 3-4 cucchiai di parmigiano, 1 pizzico di sale, noce moscata.

Per il ripieno: 500 g di funghi porcini freschi oppure una bustina di porcini secchi e 400 g di champignon freschi, 1 bicchiere di vino bianco, prezzemolo tritato, 1 spicchio d'aglio, olio evo e sale q.b.

Procedimento
Per prima cosa preparare le crepes. Sciogliere in una terrina la farina con il latte, unire le uova intere sbattute a parte, il burro fuso tiepido e il sale. Prendere una padellina antiaderente, ungerla con una noce di burro e versare due cucchiaiate di composto. Ruotare la padellina rapidamente in modo da stendere il composto sul fondo in uno strato uniforme e cuocere a fuoco lento. Far dorare da entrambi i lati. Procedere così fino a esaurire il composto, accumulando le crepes impilate in un piatto.

Intanto preparare il ripieno di funghi. In un tegame mettere un po' d'olio, l'aglio, i funghi e far saltare sul fuoco moderato. Dopo 5 minuti aggiungere sale, pepe e sfumare con il vino bianco. Quando il vino è evaporato aggiungere il prezzemolo tritato e far dorare per 2 minuti.

Adesso preparare la bechamel. Mettere il latte a bollire sul fuoco. In una scodella mescolare a freddo la farina con qualche cucchiaiata di latte e un pizzico di sale, avendo cura che non faccia grumi. Aggiungere alla pastella così ottenuta il latte bollente, continuare a mescolare e rimettere sul fuoco. Quando ha ripreso a bollire aggiungere una grattuggiata di noce moscata e attendere un minuto. Spegnere e aggiungere il parmigiano grattuggiato.

Infine possiamo comporre le crepes in una teglia. Quando ho fretta le tratto come un pasticcio di lasagne, sovrapponendole a strati alternati con la bechamel e il ripieno di funghi (la mia mamma le fa così). Se ho più tempo dispongo su ognuna una cucchiaiata di ripieno e una di bechamel e le arrotolo a involtino, disponendole in fila in una pirofila. Poi le copro con la bechamel restante e un'altra grattuggiata di parmigiano. A questo punto mettere in forno caldo per 15 minuti finché saranno dorate in superficie. Da servire con vino bianco un po' frizzantino. Bon appetit! :)


lunedì 7 marzo 2011

Crema catalana all'arancia

Quest'anno ho consumato una quantità d'arance inverosimile. Spremuta d'arancia ogni mattina e variazioni innumerevoli sul tema agrumi in cucina: limoni, mandarini, clementine e lime. Qui in Spagna non si può certo dire che i citrici siano rari, anche se sento la mancanza delle arance rosse tarocco e delle sanguinelle siciliane... sigh. Fatto sta, che proprio oggi pensavo che non sarà un caso se quest'anno non ho ancora preso l'influenza. Quindi, grata al vitaminico frutto, con slancio ho accolto l'idea di partecipare al contest di Cinzia.

E' la prima volta che partecipo a un contest, giuro. Ma devo farlo più spesso. Ammetto che è troppo divertente leggere le ricette già presentate e scoprire quanti piatti diversi si possono preparare partendo dallo stesso ingrediente principale. Stimolantissimo poi tuffarsi nei ricettari di famiglia per far riemergere le tue pietanze preferite a base di arance, limoni, pompelmi, mandarini, bergamotti e via discorrendo. Inaspettatamente penoso a questo punto, tra le tante idee, doverne scegliere solo una.

Le scelte si sa, anche in uno spensierato contest da foodblogger, sono sempre difficili. Pollo al limone o insalata di arance e avocado? Bé, se avessi avuto sul balcone un bell'alberello di limoni con tante foglie non ci sarebbe stata storia e avrei proposto le polpettine arrostite nelle foglie del limone, quel sapore d'infanzia della mia Acireale, a cui ripenso come la madeleine perduta e poi ritrovata di proustiana memoria. Ma di foglie di limone da utilizzare per scopi commestibili qui nell'inquinatissima Barcellona nessuna traccia. Rassegnati, Mandorlamareggiata.

Quello che qui abbonda, il piatto nazionale che ogni famiglia che si rispetti produce/consuma almeno una volta a settimana è la famosa crema catalana, dolce al cucchiaio a base di cannella e limone. In occasione del contest, mi sono imbarcata in una rivisitazione a base di arance biologiche, ovviamente più leggera (niente latte intero e meno zucchero). Il risultato è degno di far concorrenza all'originale. Bene, sperando che nessun catalano legga questo blog, perché altrimenti dopo questa dichiarazione sono morta, eccovi la ricetta. :)

Crema catalana all'arancia (per 6 persone)

Ingredienti
1 l di latte parzialmente scremato, 6 tuorli d'uovo, 120 g di zucchero di canna, 3 cucchiaiate di maizena, il succo di un'arancia biologica, una stecca di cannella, una stecca di vaniglia, la buccia di mezzo limone e di mezza arancia (il resto della buccia d'arancia tagliatelo a listarelle da annodare per la decorazione e il resto mettetelo in microonde per fare la polvere d'arancia), zucchero di canna per decorare.

Procedimento
Mettere il latte a bollire con le bucce d'agrume, il succo d'arancia, la cannella, la vaniglia e lo zucchero. Metterne da parte un paio di cucchiaiate in una ciotolina e mescolarle con la maizena fino a ottenere una pastella omogenea. Intanto sbattere i tuorli d'uovo con la frusta. Quando il latte bolle filtrarlo e versarci dentro le uova. Rimettere sul fuoco lento e mescolare con un cucchiaio di legno. Quando la crema inizia ad addensarsi versarci dentro la pastella di maizena. Attenzione adesso perché si rischia di far attaccare tutto alla pentola! Tenere d'occhio la crema e spegnere il fuoco appena è un po' più liquida della consist
enza che desiderate. Versare la crema in bassi recipienti di terracotta e lasciar raffreddare. Prima di servire bruciacchiate lo zucchero direttamente sulla crema con l'apposito strumento e spolverate di polvere d'arancia e qualche ricciolo di buccia d'arancia. Servire,
magari con un bicchierino di vino dolce Pedro Ximenez! Lo so, è la mia fissa del momento. :P


domenica 6 marzo 2011

Filetto iberico al Pedro Ximenez


Non si sa bene chi diavolo sia stato Pedro Ximenez. Alcuni sostengono che abbia portato l'uva con cui si produce l'omonimo vino dolce spagnolo dalle Canarie, altri addirittura che in realtà il suo vero nome fosse Peter Siemens, soldato spagnolo al servizio di Carlo V e che si sia caricato le piantine di vite nello zaino dal suo paese natale sulle rive del Reno, versione alquanto improbabile visto che questo tipo d'uva bianca cresce bene solo nei climi caldi del sud della Spagna e dell'Argentina. Insomma, le origini di Pedro sono ignote.

Quel che è certo è che questo celebre vino, reso scuro dal calore del sole al quale si fa addensare il mosto bianco, mi ricorda il Marsala o la Malvasia della Sicilia e che questo piatto di tenera carne addolcita dalla salsa al vino, presente in tutti i menu dei ristoranti spagnoli negli anni '90, potrebbe tranquillamente stare a suo agio nel menu di un ristorante chic del centro di Palermo.

La ricetta originale del Solomillo al Pedro Ximenez prevede lunghi tempi di cottura, ma questa versione prodotta in tempi ridotti non ha nulla da invidiare alla ricetta originale, scoperta in una piccola trattoria sivigliana. Ideale accompagnare questo piatto con del puré di patate oppure con delle semplici patate arrosto.

Filetto iberico al Pedro Ximenez (per 2 persone)

Ingredienti
2 filetti di manzo, 2 cipolle bianche, 1 grosso spicchio d'aglio, 1/2 bicchiere di vino Pedro Ximenez (se non lo trovate, provate a sostituirlo con del Marsala dolce), 250 g di funghi freschi champignon, 1 foglia di alloro, un pugno di uva sultanina, un cucchiaino di maizena (farina di mais), una spruzzata di aceto balsamico, olio extra vergine di oliva, pepe nero, fior di sale o cristalli di sale Maldon per decorare.

Procedimento
Per prima cosa, mettere l'uva passa nel vino per farla reidratare (la ricetta originale prevedere 3-4 ore di reidratazione, ma vi assicuro che basta il tempo di cottura degli altri ingredienti). In una padella antiaderente far asciugare i funghi champignon tagliati a pezzetti con una cucchiaiata di olio evo. Quando sono dorati aggiungere le cipolle e l'aglio tritati finemente e la foglia di alloro spezzata in due, più una cucchiaiata d'acqua. Far rosolare a fuoco medio per 10 minuti (la ricetta originale prevede 1 ora e mezzo a fuoco lento...). Aggiungere sale e pepe a gusto, l'uva passa e la farina e far cuocere altri 5 minuti (la ricetta originale prevede altri 15...). Adesso, versare il vino Ximenez, l'aceto e un'altra cucchiaiata d'acqua e lasciar cuocere per altri 10-15 minuti (la ricetta originale prevede un'altra mezz'ora!), mescolando spesso per far ridurre la salsa. Intanto arrostire il filetto di carne su una piastra a fiamma vivace in modo che il cuore resti al sangue. A cottura ultimata comporre i piatti: un letto di funghi e cipolle in salsa al centro del piatto e sopra adagiamo il filetto, con qualche scaglia di sale Maldon. Servire subito: è un piatto da consumare ben caldo.